Reni ed energia: la forza dell’inverno

Con l’arrivo dell’inverno, tutto ciò che vive sembra rallentare.
La terra si ritira In profondità, gli alberi si spogliano, gli animali cercano ripari più caldi e gli esseri umani sentono, spesso senza accorgersene, un invito al silenzio. È la stagione che in molte tradizioni è legata al raccoglimento, alla rigenerazione e alla conservazione dell’energia vitale.
Secondo la visione della medicina tradizionale cinese, questo è il tempo dei reni, organi associati all’elemento acqua e custodi della nostra energia più profonda, quella che sostiene la vita e che non possiamo disperdere.

I reni sono particolarmente sensibili alle basse temperature: il freddo, penetrando nel corpo, può ostacolarne la funzione energetica, portando stanchezza, indebolimento e vulnerabilità. Prendersene cura in inverno significa rispettare un ritmo più lento, evitare dispendi inutili, ascoltare isegnali interiori. Questo non è solo un atteggiamento fisico, ma anche un modo di ritrovare equilibrio emotivo e psichico.

L’inverno, infatti, non richiede soltanto calore esterno, ma anche calore interno: un’attenzione amorevole rivolta verso sé stessi. La natura ci mostra chiaramente questo movimento: il seme riposa, ma non è inattivo; dentro di lui, invisibile agli occhi, si prepara la potenza della  primavera. Così avviene per noi: il corpo sembra quieto, eppure elabora, ripara, riorganizza. In questo periodo di contrazione e raccoglimento, il nostro sistema immunitario può mostrare fragilità. Non è un caso che i virus influenzali si diffondano maggiormente proprio in questa stagione. Essi sembrano manifestarsi come un linguaggio silenzioso che ci ricorda la nostra connessione con gli altri. L’influenza, infatti, non è soltanto un fenomeno biologico o infettivo: è anche una testimonianza della permeabilità dell’essere vivente. Il virus passa attraverso il respiro, lo stesso mezzo con cui parliamo, cantiamo, ridiamo, ci avviciniamo. È significativo che la parola “influenza” derivi dal latino in-fluere, “scorrere dentro”. Qualcosa entra in noi, ci attraversa e ci modifica, anche soltanto per qualche giorno. L’influenza porta un messaggio: ci ricorda che non siamo completamente separati dagli altri e dal mondo. Viviamo in costante relazione, anche quando crediamo di agire da individui isolati. L’aria che respiriamo porta con sé tracce della vita altrui, il nostro corpo reagisce continuamente all’ambiente, la nostra salute è un equilibrio dinamico tra interno ed esterno.

In questa prospettiva, il virus non appare come un nemico assoluto, ma come un’occasione di rallentamento. Quando la febbre sale, ci costringe a fermarci. Quando il corpo chiede riposo, ci invita a rientrare in noi stessi. È come se la malattia, per paradosso, diventasse un rituale di ritorno al centro. Più resistiamo, più ci indeboliamo; più accogliamo la richiesta di riposo, più rapidamente ritroviamo forza. Questo principio vale anche per i reni. Essi custodiscono la radice dell’energia vitale: ciò che ci sostiene nei momenti di fatica, ciò che  alimenta il pensiero profondo, la capacità di resistere, di ricordare, di mantenere una direzione interiore. Quando l’inverno arriva e continuiamo a vivere come in primavera o in estate — sempre attivi, sempre stimolati, sempre esposti — consumiamo più energia di quanta ne riusciamo a rigenerare. E i reni, silenziosi, ce lo comunicano: con stanchezza intensa, rigidità muscolare, sensibilità al freddo, fragilità emotiva, ansia o una sottile tristezza. Prendersi cura dei reni significa quindi custodire la nostra energia essenziale.

Significa:

  • Riposare quando se ne sente la necessità.
  • Preferire cibi caldi, brodi, cotture lente.
  • Proteggere la zona lombare dal freddo.
  • Collegarsi al ritmo del respiro, che in inverno tende naturalmente a farsi
  • più lento.
  • Cercare momenti di introspezione, ascolto e presenza.

Non è una rinuncia alla vita attiva, ma una scelta di equilibrio: come la brace che arde lenta sotto la cenere, pronta a dare calore quando serve, senza disperdersi. L’inverno può diventare così una stagione di profonda consapevolezza: il tempo in cui il corpo ripristina energie, la psiche impara a lasciar andare ciò che è superfluo, il cuore si riscopre capace di accoglienza. È il tempo dell’essenzialità, in cui ciò che è vero rimane, mentre il resto si dissolve. Rispettare i reni in inverno significa, in ultima analisi, rispettare sé stessi. Significa riconoscere che anche noi, come gli alberi e la terra, abbiamo bisogno di cicli. Non sempre si può fiorire, non sempre si può produrre, non sempre si può essere luminosi. C’è un momento per raccogliere, un momento per custodire, un momento per preparare la rinascita. E in quel silenzio che l’inverno porta, possiamo finalmente ascoltare ciò che spesso, nelle stagioni più rumorose, dimentichiamo: la nostra vita profonda, il nostro respiro più intimo, il ritmo segreto del cuore.  Buon inverno, e buona vita.

Dr. Marcello Monsellato

Medico ortopedico, Psicologo e Psicoterapeuta, Ideatore della Medicina Omeosinergetica.

Potrebbe interessarti

Translate »
Close Popup

Questo sito web utilizza cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella cookie policy. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento. La chiusura del banner comporta il consenso ai soli cookie tecnici necessari.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Cookie tecnici
Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
Save
Accetta tutti i Servizi